Che paura

Stamattina alle ore 4,04 sono stata svegliata bruscamente: il letto “ballava”, i mobili si spostavano e vibravano, mi sono aggrappata alle lenzuola. Era il terremoto. Pregavo perché non stesse accadendo una nuova “L’Aquila” da qualche parte. Dopo mi è rimasta addosso l’ansia atavica dell’animale braccato e impotente. Stanotte ho capito quanta angoscia può dare un terremoto.

vento

Ormai è chiaro che vivo a Cime tempestose. Qui, quando soffia il vento, soffia forte: sembra proprio di essere in un romanzo (o in un film) ambientato nell’Ottocento, con le fessure nelle finestre che fischiano lugubri,  i semi delle acacie che volano nell’aria e il cane che si aggira inquieto e fatica a mangiare. Nemmeno i gatti sono tranquilli. E nemmeno io, alla fine.

guarigione

Leggo:

Ci sono molte persone che rifiutano la guarigione interiore. Magari scopriamo anche noi di non essere incondizionatamente disposti a lasciarci guarire da Dio. Non vogliamo rinunciare alle scuse con le quali abbiamo evitato di cambiare.

Le “scuse” servono a difendere quella specie di nido che ci mantiene nella consuetudine cognitivo-comportamentale: cioè, che conserva il sistema di pensieri e di abitudini quotidiane. E questo, se necessario, può anche essere scardinato, senza commettere peccato.

Adele, Live At The Royal Albert Hall, 2011

1.”Hometown Glory”
2.”I’ll Be Waiting” 6:00
3.”Don’t You Remember” 10:54
4.”Turning Tables” 17:10
5.”Set Fire to the Rain” 21:22
6.”If It Hadn’t Been for Love” 27:49
7.”My Same” 33:29
8.”Take It All” 38:25
9.”Rumour Has It” 46:46
10.”Right As Rain” 47:36
11.”One & Only” 52:46
12.”Lovesong” 1:00:51
13.”Chasing Pavements” 1:07:30
14.”I Can’t Make You Love Me” 1:11:58
15.”Make You Feel My Love” 1:17:50
16.”Someone Like You” 1:26:37
17.”Rolling in the Deep” 1:33:08

Primo Aprile

Il 1° aprile del 1981, trentun anni fa, iniziai la mia prima esperienza lavorativa duratura. Venni assunto come dipendente in una società che esportava arredamento italiano in vari paesi, soprattutto orientali: Giappone, Hong Kong, Singapore, Indonesia, Malaysia, Australia. Ero uscito dal Liceo Linguistico e avevo solide basi nella lingua inglese, che poi ho affinato con la pratica quotidiana d’ufficio.
Un imprinting che non mi ha più lasciato, a dispetto delle successive evoluzioni formative, che virarono verso il campo economico-finanziario. Altra storia, quella: che però mi ha permesso di farmi le ossa.
Comunque sia, viva il Primo Aprile!

Le prime volte!

Stamattina ho vissuto una Prima Volta! Sono stata per la prima volta in uno studio televisivo per essere intervistata. Com’è andata? Fino a mezzo secondo prima dell’intervista ero tranquilla e serena come sempre, poi il giornalista mi ha messo una grande fretta e il risultato è che quello che gli spettatori vedranno sarà una sorta di budino pappamolloso e tremolante che a un certo punto, nell’urgenza di dire tutto, non ha più fiato per parlare… Però, come ogni Prima Volta (be’, quelle Prime Volte che non hanno a che fare con disgrazie e malattie, ovviamente), è stato emozionante e divertente… e dalla prossima volta sarò molto più sciolta. Però nel frattempo è bello sapere di avere, nella mia collezione di Prime Volte, un nuovo, ennesimo, momento di imbranataggine da ricordare. Perché quasi tutte le mie Prime Volte sono all’insegna dell’impacciamento più totale! E io alla fine mi diverto di più da imbranata che da seria! Evviva le Prime Volte :-)

Sogni strani

Sono parecchie notti che sogni incidenti d’auto in cui mi faccio male. Di solito mi schianto io, eccetto in un caso: venivo tamponato da dietro da due imbecillotti, un danno non grave. Ma io mi incavolavo parecchio e, forte del gancio che sporge dalla mia jeep, li rincorrevo e li centravo a marcia indietro sfasciandogli la macchina. Tuttavia l’esito non era diverso dagli altri sogni: i due imbecillotti erano malavitosi con istinto omicida e non avevano gradito la distruzione della loro stupida bmw.

Poi sogno i nostri gatti. Spesso. L’ultima volta correvo alla finestra dalla quale era appena saltato Sperling. Guardo giù e lo vedo sul balcone di sotto a fare naso naso con un coniglietto. Che era poi il coniglietto senza orecchie morto schiacciato dal piede di un cameraman pochi giorni fa.

Quello che mi sorprende è che non sogno mia madre. Ma forse, come mi dice un’amica psicologa, lei si presenta nel sogno della macchina: fu vittima di un incidente spaventoso, un frontale, con la morte dei due guidatori, e rischiò di perdere un piede rimasto appeso alla gamba per l’arteria in un mare di sangue e pezzi d’osso.